Le origini ( tratto dal libro “ lo shar-pei” di Isabella Pizzamiglio, De Vecchi editore)
Draghi di bronzo con le fronti solcate da rughe sinuose che si prolungano nel mantello vegliano da duemila anni sulle tombe degli imperatori della dinastia Han(206 a.C.): a quell’epoca remota infatti risale la storia dello shar-pei. L’uomo ancor prima di riprodurlo nel bronzo, lo aveva creato di viva carne.Il risultato e’ un cane potente, compatto, compagno affidabile in famiglia, valoroso combattente, tutore geloso della proprieta’ o del gregge e grande cacciatore. Agli inizi del secolo lo shar-pei era conosciuto anche come cane da combattimento cinese”.
Lo shar-pei vive da secoli nelle province che affacciano sul mare meridionale cinese: si pensa che la citta’ di origine sia Dah Let nella provincia del Kwan Tung, vicino a Canton.Duemila anni fa’ era il cane per tutti gli usi: impiegato principalmente dai contadini per la ccaccia ai cinghiali, come cane da pastore per proteggere le greggi ma soprattutto come cane da guardia della casa del padrone.
E’ stato allevato selettivamente per la sua intelligenza, per la resistenza e per quella sua apparenza da guerriero corrucciato che incute timore.
Sin da cucciolo doveva dimostrare eccezionali doti di intelligenza nei compiti affidatigli, altrimenti veniva macellato e mangiato.E’ interessante notare che la dinastia Han in Cina corrisponde circa al periodo dell’Impero Romano.
Ma mentre in Occidente i cani venivano spesso addestrati al combattimento, sia fra di loro sia contro orsi e leoni, non vi e’ nessuna traccia che in Cina il cane venisse usato a tali scopi nel periodo Han. Jean Yu , un orientalista di Washinton D.C. che ha compiuto attuali ricerche in merito, conferma che in quel periodo gli shar-pei erano usati unicamente per scopi utilitaristici: E’ solo in eta’ successive, dunque, che essi per il loro aspetto, coraggio e forza furono trasformati in combattenti da allevatori ansiosi di incrementare i caratteri bellicosi perfezionando alcune peculiarita’ della razza che oggi conosciamo.
Il pelo pungente fu sviluppato in modo da risultare sgradevole nella bocca dell’avversario; la pelle elastica fu trasformata e incrementata in modo che il cane potesse girarsi anche se afferato dall’avversario senza che gli fossero riportate ferite irrimediabili; i canini divennero ricurvi per garantire una presa ferrea.Mentre queste modifiche genetiche si effettuavano, altre razze, come mastiff e bulldog, venivano importate in Cina dall’Europa, e impiegate anch’esse nei combattimenti. Il nativo “Han dog” non riusci’ a competere con queste razze piu’ grandi e feroci, il loro allevamento fu’ abbandonato e , non essendo piu’ richiesti, il numero dei soggetti ando’ sempre piu’ diminuendo.
Ma la distruzione delle razze canine in Cina avvenne con l’istaurazione del comunismo.All’inizio furono imposte tasse esorbitanti ai possessori di cani, considerati un lusso.Nel 1947 fu decretato che i cani dovevano servire per sfamare la popolazione. Come risultato, negli anni Cinquanta solo pochissimi esemplari del nobile cane della dinastia Han erano scampati, grazie ad alcuni appassionati di macao e Hong Kong, ma la razza e’ stata veramente sul punto di estinguersi per sempre.
Lo shar-pei ha comuni origini con il chow chow, con il quale divide la prerogativa della li ngua blu; inoltre, la struttura fisica, l’angolazione degli arti posteriori, il portamento della coda sono molto simili, le orecchie hanno la stessa forma benche’ portate diversamente e i colori, almeno quelli originali, il fulvo e il nero, sono gli stessi.
Fu negli anni Sessanta che un giovane cinofilo di Hong Kong, matgo Law, ancora studente, avendo avuto in dono un cucciolo da un amico di famiglia, si appassiono’ talmente alla razza che fece una ricerca accurata presso i proprietari di cani da combattimento per trovare i soggetti piu’ rappresentativi. Prima di questo pero’ condusse un’altra ricerca presso gli anziani cinesi per aver le maggiri informazioni possibili sul cane originale.
Fu’ cosi’ che una copia del mensile “Dogs” del maggio 1971 capito’ nelle sue mani: su questa rivista vi era una foto di uno shar-pei con la didascalia:”probabilmente l’ultimo soggetto sopravvissuto della razza”. Ma Matgo Law possedeva gia’ alcuni soggetti e assieme ad un Altro appassionato di Hong Kong, Chung Ching Ming, concepi’ l’idea di un’operazione di salvataggio affinche’ la razza non fosse persa per sempre.
Questi due appassionati , temendo che Hong Kong un giorno sarebbe passata alla Cina Popolare e pertanto tutti i cani facessero la fine dei loro non lontani progenitori, ebbero l’idea di salvare la razza trasferendola fuori da Hong Kong.
Scrissero allora a Marjorie Farnsworth, editrice di “Dogs “. Nella lettera , Matgo Law dettaglio’ il suo programma includendo le fotografie di alcuni cuccioli e degli adulti che con la sua diligente ricerca era riuscito a trovare.
Questa lettera terminava con una preghiera d’aiuto ai cinofili americani. La pubblicazione della lettera e delle fotografie sul mensile “Dogs” dell’aprile 1973 fece risuscitare lo shar-pei dall’oscurita’ e dall’oblio. Nella sua storia e’ una data fondamentale perche’ ne segna la definitiva salvezza. Circa duecento lettere giunsero a Hong Kong, molte da allevatori ansiosi di procurarsi almeno una coppia.
Ma poiche’ il totale dei soggetti esistenti era solo un adozzina, ci volle un po’ di tempo prima che alcuni di essi potessero giungere negli Stati Uniti. Tutti gli shar-pei esistenti hanno come progenitori Down Homes Sweet Pea , Down Homes Oriental Star, Down Homes Harmony. Il fatto sorprendente e’ che l’ Hong Kong Kennel Club non ha riconosciuto la razza se non nel 1989, i cuccioli nati a Hong Kong negli anni Settanta avevano un pedigree della hong kong Kowloon Kennel Association. Si deve agli americani la loro diffusione, apparvero in almeno seicento riviste, mentre nel 1974 il guiness dei primati li considerava i cani piu’ rari del mondo essendovene solo 45 esemplari.
Apparvero in programmi televisivi e nel film di Walt Disney Billion Dollar Hobo’ dove 2 dei protagonisti sono un acoppia di shar-pei. L’iniziale diffusione negli Stati Uniti dello shar-pei si deve a Ernest Albright , uno dei primi importatori della razza da Hong Kong, che si adopero’ e percorse in lungo e in largo il suo Paese per far conoscere questo cane dalle caratteristiche cosi’ uniche.I suoi shar-pei furono protagonisti di molti famosi programmi televisivi. A Ernest Albright si deve la fondazione del Chinese Shar-pei Club of America nel 1974, che ha tenuto il libro delle origini fino al maggio del 1992, quando l’American Kennel Club (AKC) ha finalmente riconosciuto la razza.
Nel giugno del 1992 l’AKC ha registrato circa 100.000 soggetti: un bel successo per una razza che rischiava l’estinzione. Lo shar-pei in Europa giunse nel 1978 a opera di Joachim Weinberger e Linda Reinelt . Furono due soggetti importati dagli Stati Uniti, Bedlam’s Lover Boy e Bedlam’s Love Song. In Lussemburgo Bedlam’s Lover Boy fu il primo shar-pei a diventare campione.
I due importatori si adoperarono affinche’ la razza fosse riconosciuta dalla Federazione Citologica Internazionale ( FCI) unitamente con il primo standard che era quello stilato da Matgo Law. Subito fu importato da Hong Kong Down Homes Cream Zulu che e’ stato un importante apporto per la razza in Europa.
Lo shar-pei giunse in Italia nei primi anni Ottanta ma rimase quasi sconosciuto.
Una coppia fu da me importata da Hong Kong alla fine del 1984 e in seguito alla partecipazione ad alcune mostre, a una cucciolata presentata in un prestigioso programma televisivo e a un servizio su un autorevole mensile, lo shar-pei inizio’ timidamente a farsi conoscere.
I primi ambasciatori della razza in Italia furono due soggetti di Matgo Law, Down Homes Fancy Child e Down Homes Ding Dong. Subito dopo giunsero dalla Germania Tshimao Nua Mulan , acquistata da Linda Reinelt che fu il primo shar-pei a conseguire il campionato italiano. Attualmente gli shar-pei, se non molto diffusi, sono almeno conosciuti e nella maggior parte dei casi non vengono piu’ scambiati per mastini in miniatura.
Della Terra dei Sikani Shar-Pei di Caruso Elisa e D'Andrea Ernesto
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